Perchè i nostri “no” generano spesso urla, pianti disperati e capricci? Come mai queste reazioni si manifestano soprattutto in presenza di altre persone esterne alla famiglia o in luoghi pubblici? Per quale motivo come genitori ci sentiamo in dovere di giustificarci sostenendo che “non fa mai così!”?
Piccolo viaggio alla scoperta della rabbia e risoluzioni pratiche per affrontarla, accettarla e gestirla per poter affermare in serenità “Bimbo arrabbiato non ti temiamo!”.
BIMBO ARRABBIATO NON TI TEMIAMO!
Che cos’è la rabbia?
La rabbia è un’emozione primitiva, innata, naturale; appartiene al genere umano e ne garantisce la sua sopravvivenza; non è né positiva né negativa ed è spesso legata a frustrazione, paura e senso di inadeguatezza; è una difesa che mettiamo in atto a tutela dei nostri spazi, dei nostri affetti, dei nostri momenti, della nostra autonomia e identità.
Nella concretezza: proviamo rabbia quando ci sentiamo non considerati, qualcuno ci sottrae qualcosa di nostro, un nostro progetto va in fumo, qualcuno non rispetta persone a noi care… se ciò vale per gli adulti risulta ancora più forte per un bambino che non possiede tutti gli strumenti per interpretare e affrontare quanto sta accadendo e che proprio perchè è in una fase di acquisizione sperimenta quotidianamente momenti di frustrazione! Banalmente: non riuscire a impilare dei cubi per creare una
torre, un “no” a un cibo richiesto al supermercato, lo stop cartoni animati, un “aspetta la mamma deve finire di lavorare”, un “no questo gioco è mio!” etc…
Ma se ci appartiene così tanto perchè ci dà così fastidio?!
BIMBO ARRABBIATO NON TI TEMIAMO!
Dalla parte dell’adulto:
Dobbiamo innanzitutto fare i conti con noi stessi: cosa ci provoca la rabbia del nostro bambino? Perché ce ne vergogniamo o perché a nostra volta ci arrabbiamo? Molto spesso la reazione dei piccoli è uno specchio della nostra difficoltà nel comprendere quanto stanno vivendo e nell’offrirgli degli strumenti alternativi di espressione. Ricordiamo poi la loro grande capacità di cogliere le nostre debolezze per sfruttarle a loro favore, altrimenti detto: “pur di non farmi urlare/piangere mamma e/o papà mi daranno ciò che voglio!” .
Cosa ha senso fare?
– ricordarci che ogni sua reazione va accolta e contestualizzata;
– di fronte a lui dobbiamo imporci di essere fermi ma calmi evitando di alzare la voce e innescare un’escalation di toni. Non scordiamo che siamo il suo primo modello: ciò che facciamo è ciò che sarà concesso e possibile pure per lui;
– ascoltare ciò che stiamo provando e, se la situazione lo consente, prenderci due minuti da soli per respirare a fondo/urlare/sfogare e poi tornare dal nostro bimbo con un pizzico di maggiore equilibrio;
– essere pronti a offrire delle strategie per aiutare il bambino a superare quel momento;
– a situazione conclusa prenderci del tempo per indagare le ragioni per cui quella reazione ci ha particolarmente scossi: richiama qualcosa del nostro passato? Ha fatto emergere delle nostre paure o insicurezze? Mi ha fatto sentire inadeguato come genitore? Ha compromesso la mia immagine sociale?
– cercare di capire se ciò a cui abbiamo assistito è una reazione “normale e naturale”, legata a una situazione specifica e quindi occasionale o se si tratta di un schema comportamentale ripetitivo utilizzato dal piccolo per affrontare più situazioni, un atteggiamento costante che può celare altre problematiche e che richiede pertanto un’analisi più attenta con il supporto di esperti.
BIMBO ARRABBIATO NON TI TEMIAMO!
Dalla parte del bambino.
Un bambino arrabbiato è un bambino che chiede di essere guardato e che sta esprimendo un qualcosa di molto forte che sta vivendo dentro di sé, anche fisicamente: il battito del suo cuore accelera, si alza la temperatura corporea, aumenta la pressione sanguinea, i muscoli si irrigidiscono. Tutte queste sensazioni necessitano di trovare un’espressione ed è per questo che la rabbia non va repressa né va insegnato a reprimerla!
Un bambino che sta provando rabbia ha bisogno di essere orientato nel trovare un modo alternativo di dare voce alla sua frustrazione, alle sue paure, al suo bisogno di attenzioni.
Quali strategie possiamo usare?
Partendo dalle origini è fondamentale creare un attaccamento sicuro con il nostro bambino: per lui dobbiamo essere una base sicura, un punto di riferimento stabile capace di conferirgli fiducia in se stesso, autonomia e possibilità di espressione delle sue emozioni. I bambini con questo tipo di attaccamento manifestano con meno frequenza reazioni di rabbia rispetto ai piccoli con attaccamento insicuro e quando lo fanno è perchè hanno davvero bisogno di comunicare un disagio che richiede la nostra attivazione.
Per tempi limitati, se possibile e in sicurezza, lasciamolo sfogare senza lasciarlo solo.
Con i piccolissimi offriamo un contenimento anche fisico: abbracciamoli, teniamoli stretti (anche se si ribelleranno all’inizio), aiutiamoli a capire che noi ci siamo e superato questo momento difficile portiamoli a rilassarsi e distrarsi con attività perlopiù manuali. Con i più grandi aiutiamoli a dare forma alla rabbia: è fondamentale che siano consapevoli dell’emozione che stanno provando, utile potrebbe essere permettere loro di disegnarla o di utilizzare materiali quali pasta di sale o didò per oggettivizzarla;
Strumenti pratici
A nostra disposizione vari strumenti molto semplici eppure efficaci:
- possiamo costruire con il nostro bambino il “cestino della rabbia”, una scatola da lui personalizzata messa in un posto per lui accessibile da poter utilizzare come “sfogatoio” ogni volta che si sente arrabbiato: ci può urlare dentro, può riporvi un oggetto che rappresenti la rabbia, può gettarci il suo disegno per poi richiuderla dando così per conclusa quell’emozione;
- possiamo offrirgli il “cuscino della rabbia”, un vero e proprio cuscino con il quale si può sfogare fisicamente;
- possiamo creare il “barattolo della calma”, un contenitore che racchiude bigliettini preparati insieme che descrivono attività che piacciono e rilassano nostro figlio, come ballare, fare un bagno, leggere un libro, cantare una canzone, costruire un puzzle. Nel momento in cui si arrabbia può pescare un bigliettino per dirottare il suo stato d’animo verso un qualcosa di positivo e piacevole;
Il confronto
Al di là dell’età a questo punto parliamo con lui: cerchiamo di capire che cosa è successo, cosa ha provocato quella reazione, come si sente e quali potrebbero essere dei modi differenti per affrontare la situazione.
Facciamo capire al nostro bambino che lo comprendiamo e che il nostro amore per lui non è vincolato alle situazioni vissute.
BIMBO ARRABBIATO NON TI TEMIAMO!
Agiamo in prevenzione.
Ci sono alcuni piccoli accorgimenti che possiamo adottare per anticipare l’esplosione delle reazioni di rabbia:
- diamo poche regole e chiare: evitiamo i mille “no” e le indicazioni ambigue, allo stesso tempo evitiamo i “sempre si”;
- creiamo la routine con tempi ben stabiliti: due cartoni dopo aver fatto i compiti, il gelato solo nel weekend, il pigiama subito dopo la cena…;
- evitiamo i paragoni con coetanei, fratelli, noi da giovani;
- lasciamo la possibilità di sbagliare e di correggersi da solo;
- trasmettiamogli sicurezza nel fare, dire, esprimere;
- coinvolgiamolo nelle scelte che riguardano la sua quotidianità e la sua sfera personale per aiutarlo a consolidare la sua autostima;
- prediligiamo toni allegri per invitarlo a fare qualcosa affinchè non passi tutto come un ordine.