Una stanza e un letto tutto per sé ma quante dinamiche sono coinvolte in questo passaggio?
E’ pronto/a il/la bambino/a? Siamo pronti noi genitori al distacco? Lettone tutto per noi: sogno o
possibilità/necessità di rimettere in gioco la vita coniugale?
Proviamo stavolta a sciogliere alcuni dei dubbi più comuni legati al passaggio dal lettone al lettino, importante tappa dello sviluppo del bambino e della famiglia. Senza presunzione di offrire IL metodo, convinte come sempre che sia fondamentale osservare e ascoltarsi.
DAL LETTONE AL LETTINO
Quando non farlo
La vita di un bambino è incasinata, quella di una famiglia in costante evoluzione. Eppure la
transizione dal lettone al lettino deve inserirsi in uno spazio relativamente sereno! Ecco perchè
ci sono almeno 3 condizioni che potrebbero rendere difficile il passaggio:
1) trasloco o vacanza;
2) malattia del piccolo o problemi legati al sonno;
3) inizio dello svezzamento o abbandono del ciuccio o ingresso nel mondo scolastico o
utilizzo del vasino.
Sono tutti eventi potenzialmente stressanti e destabilizzanti per il bambino che mettono in
discussione la possibilità di stabilire una routine. Allo stesso tempo chiedere al/la bimbo/a di
affrontare un cambiamento così importante in un periodo in cui lui già potrebbe sentirsi
spaventato/a andrebbe ad accentuare emozioni negative. Il risultato sarebbe così controproducente e inefficace.
DAL LETTONE AL LETTINO
La preparazione
Dormire nel proprio lettino non è una questione privata del piccolo. Genitori, bambino/a e tutte le
figure che si occupano di lui soprattutto nella fase dell’addormentamento devono essere allineati
nella strategia di gestione del passaggio.
Genitori
A noi viene chiesto di fare i conti con i nostri fantasmi, paure, ansie, convinzioni tanto
singolarmente quanto come coppia e come genitori. Fondamentale è stabilire un dialogo
costruttivo che ci conduca a una linea comune perchè lo sappiamo: il/la bambino/a coglie ogni
nostra minima incertezza sfruttandola a suo favore! Se a sentirsi pronto è solo uno dei due è
meglio attendere e parlarne per capire cosa stia riattivando in noi questa scelta. Il problema è
nel distacco del/la bambino/a? Un letto nuovamente per due?
Bambino/a
Se il/la bimbo/a è al di sotto dell’anno la preparazione è perlopiù in termini di organizzazione di una
nuova routine senza tralasciare il racconto positivo del cosa si sta facendo. Più si cresce più è
forte la consapevolezza e quindi la necessità di coinvolgere attivamente il/la bambino/a in questo
passaggio portandolo/a a ragionare sul fatto che sta diventando grande e che questo rappresenta
una conquista verso la sua indipendenza. Come genitori dobbiamo saper trasmettere la nostra
gioia ed emozione per questo grande cambiamento e dare a lui/lei la possibilità di esprimere ciò
che sente e prova.
Nonni, babysitter o chi per essi
Che condividano o meno la nostra scelta nel momento in cui si occupano loro della fase nanna
è fondamentale si allineino alle routine definite e all’uso del lettino valorizzando il passaggio e
resistendo alle pressioni strategiche che il/la piccolo/a potrà mettere in atto con loro. L’eccezione
soprattutto nei primi tempi genera la destabilizzazione rischiando di annullare il duro lavoro di
settimane!
DAL LETTONE AL LETTINO
Iniziamo
Convinti che sia il momento giusto, preparate tutte le persone coinvolte e caricato il/la bambino/a di
entusiasmo si passa all’azione!
Primo step fondamentale: la creazione di uno spazio adeguato alla nanna.
Quale modo migliore se non farlo insieme al/la bimbo/a?! Carta bianca (o meglio grigietta visto che
possiamo provare a mediare verso le soluzioni meno peggio) nella scelta del letto, delle
lenzuola, della lucina della notte e di un gioco-compagno per la nanna affinchè il/la piccolo/a possa
creare il regno più invitante per le sue dormite. A noi genitori va ricordato il buon senso nel
mettere in sicurezza nostro/a figlio/a. Prediligiamo letti bassi (o addirittura solo materasso) se piccolo/a. Mettiamo delle spalliere in caso di letti alti o a castello (accertandoci che non sia possibile lo scavalco facile!).
Mantenimento, creazione, mantenimento di routine.
Se con il/la nostro/a bimbo/a avevamo già delle routine consolidate per la gestione
dell’addormentamento (es. bagnetto, latte, nanna) manteniamole inalterate ad eccezione del
dove dormire. In questo modo gli/le garantiamo comunque un senso di stabilità e ordinarietà.
Viceversa, cerchiamo di crearle e di renderle rituale utilizzando ciò che può facilitare il
rilassamento di nostro/a figlio/a. E’ soggettivo ma le tecniche più consolidate sembrano essere le
più tradizionali: un bagnetto caldo possibilmente con luci soffuse; il racconto di una favola; il canto/ascolto di una ninna nanna.
DAL LETTONE AL LETTINO
Gli insuccessi
La notte è il momento in cui riaffiorano più facilmente l’ansia d’abbandono e la paura di non
rivedere più i genitori al risveglio. Ecco perchè resistere nel proprio letto per un/a bimbo/a,
soprattutto in età 3-6 anni, può essere particolarmente difficile. Comportamenti più manifesti di
questo disagio sono pianti e alzate frequenti per raggiungere mamma e papà. Ma quando la
transizione è iniziata è fondamentale essere comprensivi ma risoluti.
Come gestirli
C’è da differenziare tra semplice lamento che può ricondurre, se non assecondato, a un riaddormentamento autonomo e vero e proprio pianto che richiede il nostro intervento. Possiamo avvicinarci al/la bimbo/a, chiedere
cosa sta succedendo, rassicurarlo/a, valorizzare l’essere in uno spazio unico che lui/lei stesso/a ha
creato. Possiamo accendergli/le la lucina della notte, rimettere la ninna nanna, coccolarlo/a e magari creare insieme un “rito scaccia-mostri”. Il tutto finalizzato al farlo/a rimanere o tornare nel suo letto.
Il non accogliere il suo malessere rafforzerebbe delle emozioni negative collegate al sonno con
conseguenze che si possono protrarre anche negli anni a seguire.
DAL LETTONE AL LETTINO
Valorizzazione delle conquiste
Una notte passata nel proprio lettino è un successo e come tale va riconosciuta! Rimarcare al
momento del risveglio quanto accaduto e/o parlarne con amici, maestre, altri genitori in
presenza del/la piccolo/a rafforza il comportamento e innesca la voglia di riprovarci. Via libera quindi
ad abbracci, coccole, confronto e dialogo su come sia trascorsa la nottata. E’ possibile anche
stabilire un vero e proprio premio. Possiamo magari utilizzare un calendario dove mettere un adesivo per ogni notte passata da solo/a (simil starchart) o preparando un diploma di “bambino/a diventato/a
grande”.