Consigli pratici per potersi approcciare in modo professionale al ruolo di assistente domiciliare.
Diciamocelo: quasi tutte e tutti noi nella nostra vita abbiamo avuto esperienze nella gestione di bambini ma c’è una bella differenza tra il farlo per guadagnare una paghetta a copertura di studi o sfizi vari e il decidere di trasformare l’occupazione in vera e propria professione.
Ecco perchè “dall’alto della nostra esperienza” ultra decennale come consulenti per la valutazione e l’inserimento di babysitter-tate-governanti etc… oggi vi diamo qualche consiglio pratico sugli aspetti fondamentali per chi valuta il “voglio fare il/la babysitter” come una reale opportunità professionale!
VOGLIO FARE IL/LA BABYSITTER: IL CURRICULUM
Va creato un cv ad hoc e completo, chi lo visualizza dovrà aver ben chiaro chi siete… ma attenzione a non generare un’enciclopedia! Una o due pagine saranno sufficienti.
Partiamo dall’alto: nome, cognome e foto professionale: no a selfie, sguardi ammiccanti, scatti filtrati, trucco e abiti da serata in locali, ritratti tagliati o con pezzi di altre persone visibili; si a primi piani e trucco naturale; ni a look simpatici con un richiamo al proprio lavoro in ambito infanzia.
Data di nascita: giorno, mese, anno
Indirizzo: deve contenere via e città di residenza e domicilio! Al cliente deve risultare chiaro da dove arrivate e dove vivete ora per poter fare una valutazione esatta delle distanze.
Recapito telefonico ed e-mail: attenzione a scriverli corretti!! Se possibile create una e-mail dall’estensione professionale (es. nome.cognome@… ) evitando nomignoli, soprannomi, salvo non sia il nome d’arte che avete scelto per operare con i piccoli!
Se li avete e se sono connessi all’infanzia potete aggiungere il link delle vostre pagine facebook, linkedIn professionali o del blog da voi creato.
Istruzione e formazione: è fondamentale indicare con chiarezza diploma conseguito ed eventuali corsi di laurea completati o in fase di completamento segnalando anche nomi e città degli istituti. A ciò si potranno aggiungere corsi di formazione, master, seminari, certificazioni ottenute specificando l’ente promotore.
Conoscenze linguistiche: indicate le lingue che conoscete e il livello di competenze raggiunto sia nello scritto che nel parlato, aggiungendo eventuali esami sostenuti e attestazioni conseguite.
Conoscenze informatiche: i programmi che sapete utilizzare e il livello di conoscenza maturato.
Esperienze lavorative: non dimenticatevi che state creando un cv ad hoc per proporvi in attività legate all’infanzia. Ciò che ci si aspetta di leggere in questa sezione è una presentazione di tutto ciò che avete fatto con i bambini (con e senza regolare contratto). Evitate di inserire un lavoro durato 1-2 giorni o il babysitting occasionale di una sera a casa di amici: è fondamentale emergano le esperienze significative e in qualche modo qualificanti. Segnate sempre: la durata del rapporto, età dei bambini seguiti e mansioni svolte; se e solo se la famiglia o la struttura nella quale siete stati è disponibile a lasciare referenze potrete indicare un nome e un numero di telefono da poter contattare.
Altre esperienze: segnalate tutto ciò che riguarda tirocini formativi, esperienze di volontariato, animazioni in grado di far emergere ulteriormente la vostra capacità di approccio coni bambini.
Competenze e interessi: raccontate brevemente le vostre passioni, i vostri hobby e ciò che sapete fare (cucina, arte, musica, teatro, danza, sport, scout….). Sarà un modo per farvi conoscere un po’ di più e per permettere al genitore o all’agenzia di iniziare a immaginare quali attività e stimoli potrebbero ricevere i bambini grazie a voi!
Patente e auto se posseduta: a volte è la discriminante fondamentale…
VOGLIO FARE IL/LA BABYSITTER: LA LETTERA DI PRESENTAZIONE
Non inviate mai per candidarvi a una posizione una mail priva di oggetto e testo, con allegato solo il cv! E’ la premessa per essere scartati a priori!
In oggetto inserite un riferimento chiaro all’annuncio e il vostro nome e cognome, sarà più facile per chi la riceve collocare la vostra mail e recuperarla anche in un secondo momento.
Il testo sottostante dovrà essere una breve spiegazione di chi siete e del motivo per cui vi candidate. Evitate il copia-incolla da google o un testo generato tramite AI: pensate che questo è il vostro primo biglietto da visita.
Chiaritevi le idee su cosa volete trasmettere alla famiglia e se decidete di aggiungere oltre al cv un’ulteriore lettera di presentazione considerate la mail come un preambolo a ciò che poi racconterete nell’allegato.
Al solito: less is more! Poche righe ma dirette, con un linguaggio semplice, leggero e senza giri di parole.
Venendo alla lettera di presentazione: è il racconto di chi siete o della parte di voi che volete far arrivare al datore di lavoro. Quando scrivete non dimenticate a chi vi state rivolgendo perchè i toni del linguaggio dovranno adeguarsi al destinatario: evitate eccessivi formalismi e troppa confidenza.
Tra i contenuti dovranno essere presenti il chi siete, cosa avete fatto e perchè vi state proponendo in una sorta di narrazione che va a completare i dati più schematici e impersonali contenuti nel cv. Chi legge dovrà essere incuriosito a conoscervi!
VOGLIO FARE IL/LA BABYSITTER: LE COSE DA NON DIRE E GLI ERRORI DA NON FARE
Ci sono alcune affermazioni che potremmo definire “auto-escludenti”! Quindi attenzione a non pronunciarle o scriverle…
Alcuni esempi: “non ho esperienza ma mi piacciono i bambini”; “sono mamma/nonna/zia per cui so”; “non ho mai lavorato con i bambini ma ho fratelli/cugini/vicini di casa”; “cerco un lavoretto”; “non ho esperienza ma ho studiato”; “non sono disponibile quando hai bisogno però posso”; “possiamo guardare la tv insieme”; “piaccio a tutti”; “i bambini possono venire da me così giocano con i miei figli”/ “posso portare con me i miei figli”; “non so se sono interessata ma intanto li conosco”.
Altro aspetto da non sottovalutare: la grammatica! Fate attenzione a tutto ciò che scrivete, è fondamentale che il testo sia formalmente e grammaticalmente corretto. Se siete stranieri o avete qualche dubbio potete farvi aiutare da qualcuno mantenendo l’onestà sulla vostra scarsa conoscenza della lingua. Non dimentichiamo che il ruolo di babysitter è anche un ruolo educativo: il
linguaggio è una componente fondamentale al di là dell’età specifica dei bambini che potreste seguire.
Un ulteriore appunto: siate sempre consapevoli delle vostre competenze ed esperienze evitando di proporvi per qualsiasi famiglia a prescindere. La professionalità passa anche attraverso il riconoscimento dei propri limiti pertanto se nel vostro percorso avete avuto modo di relazionarvi con la fascia d’età 0-3 anni e avete capito di non essere portati mentre vi siete scoperti più forti con i bambini in età scolastica evitate di proporvi come babysitter per neonati solamente per avere una lavoro!
VOGLIO FARE IL/LA BABYSITTER: IL COLLOQUIO FRONTALE
Il vostro cv è perfetto, la lettera di presentazione accattivante e siete riusciti a farvi contattare da una famiglia o da chi come noi si occupa di inserire le figure professionali domestiche, e adesso?!
La prima cosa da fare è rendervi disponibili a un colloquio in tempi brevi e compatibili con le richieste di chi vi sta contattando: no a continui rimandi che risuonano come disinteresse o come una relazione difficile da gestire.
Secondo aspetto: il vostro look! Siate voi stessi perchè deve arrivare la vostra personalità ma allo stesso tempo ricordate che vi state proponendo per un lavoro a contatto con i bambini. Evitate trucco pesante, unghie lunghissime, tacchi impegnativi, abiti succinti, pantaloni strappati, piercing… banale dirlo ma è fondamentale apparire puliti, curati e preparati all’incontro. Chi vi conoscerà si chiederà se potete essere adeguati per la sua famiglia o il suo cliente.
Terzo punto: presentatevi puntuali (possibilmente un po’ in anticipo) nel giorno, orario e luogo prestabiliti. Fermo restando che non può succedere perchè ne va della vostra affidabilità, se avete un contrattempo abbiate cura di avvisare.
Gli errori da non commettere durante il colloquio:
– “Buongiorno, qual è il compenso?”, dimostrate di essere interessati solo al denaro;
– dare subito troppa confidenza: è vero che lavorerete presso una famiglia, a stretto contatto con dei bambini ma il passaggio dal LEI al TU dev’essere definito da chi vi fa il colloquio;
– autocelebrarvi: fate arrivare le vostre competenze ma non strafate, rischiate di passare per poco credibili o antipatici o poco predisposti al confronto e alla crescita;
– commentare negativamente i precedenti datori di lavoro facendo nomi e cognomi e riportando episodi privati: darete l’idea di non essere persone in grado di mantenere la riservatezza e innescherete il dubbio sul cosa potrete raccontare di questa nuova famiglia;
– mostrare le foto dei bambini seguiti: ancora una volta ledete la privacy. A volte il gesto è fatto solo per far arrivare quanto affetto avete riposto per i piccoli ma la privacy è una cosa seria!
– ignorare i bambini: fingere non ci siano pone un punto di domanda sulla vostra capacità di empatia! Non dimenticate mai che il colloquio è un momento per farvi conoscere ma anche un banco di prova a maggior ragione se ci sono bambini, praticamente sempre la loro presenza non è casuale!